La Visita Pastorale di Monsignor Delpini accende la Valceresio: unità, fiducia e Spirito per costruire il futuro delle comunità.
La Valceresio si è vestita a festa, ma di quella festa profonda che non fa rumore e che tocca il cuore delle comunità. Dal 29 maggio, il territorio ha accolto l’Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, per l’avvio della Visita Pastorale. Giornate intense, dense di incontri, preghiera e riflessione, che stanno tracciando una mappa spirituale e comunitaria per il futuro di questo splendido lembo della Diocesi ambrosiana.
Sotto la guida attenta del Decano, don Claudio Lunardi, e con la collaborazione preziosa dei parroci don Marco Usuelli, don Marco De Bernardi e delle sorelle della parrocchia, Angela e Maura, le diverse comunità si sono riscoperte unite, tessere di un unico mosaico che supera i confini dei singoli campanili.
Il viaggio dell’Arcivescovo è iniziato la sera del 29 maggio a Besano, dove un centinaio di giovani lo ha accolto con l’entusiasmo e le domande tipiche delle nuove generazioni. Un momento di ascolto autentico, in cui Delpini ha voluto guardare negli occhi il futuro di questa terra, ponendo le basi per un dialogo che è proseguito nei giorni successivi con tutte le realtà vive del Decanato.
Monsignor Delpini ha incontrato le diverse commissioni decanali — catechiste, gruppi liturgici, Caritas, San Vincenzo e gruppo missionario — espressione viva di quella corresponsabilità e di quel desiderio profondo di camminare insieme che lo stesso Arcivescovo chiede da tempo alla Chiesa milanese.
I momenti comunitari di preghiera hanno manifestato visibilmente questa ritrovata unità. Sabato sera, una suggestiva processione del Corpus Domini ha visto sfilare circa un migliaio di fedeli della Valceresio, uniti nel segno dell'Eucaristia lungo le strade del territorio.
Domenica 31 maggio, invece, il popolo di Dio è salito in pellegrinaggio al Santuario della Madonna dell’Useria. Passo dopo passo, con la recita del Santo Rosario, la fatica della salita si è trasformata in gioia condivisa, unendo la devozione mariana tradizionale alla freschezza di un cammino comunitario rinnovato.
Le linee guida delle prime omelie: l'alfabeto dello Spirito
Nelle sue prime celebrazioni e omelie, l’Arcivescovo ha offerto alle comunità una serie di parole chiave, veri e propri pilastri per la vita di fede quotidiana.
- Appartenenza alla Chiesa: Monsignor Delpini ha insistito con forza sull'invito a non chiudersi nel perimetro rassicurante ma limitato della singola parrocchia. Appartenere alla Chiesa significa oggi riconoscersi parte della grande Chiesa di Milano, partecipando con generosità alle iniziative e ai percorsi di formazione decanali.
- Ascolto e deserto: In un mondo dominato dal rumore, è emerso con forza il tema del silenzio e del deserto. Non come vuoto o isolamento, ma come spazio vitale e necessario per ascoltare Dio, ritrovare il senso profondo del proprio operare e rinnovare le motivazioni del servizio.
- Il fuoco dello Spirito: Richiamando l'immagine biblica del roveto ardente, l'Arcivescovo ha ricordato che le attività pastorali non devono ridursi a semplice "legna" accumulata burocraticamente. Serve il fuoco: l’ardore, la passione e la gioia capaci di accendere le strutture e i cuori.
- Disponibilità nella fragilità: Una carezza ai tanti operatori pastorali spesso stanchi: Dio non cerca la perfezione o l'efficienza aziendale, ma la disponibilità umile e semplice. La missione nasce e si compie nella fragilità, sostenuta dalla grazia dello Spirito.
- Trasformare la fatica in gioia: Delpini non ha nascosto le fatiche, le incomprensioni, i dolori e il senso di solitudine che a volte attraversano le parrocchie. La sua proposta è tuttavia terapeutica ed evangelica: cercare il deserto, lasciarsi infiammare dallo Spirito e vivere la comunione fraterna per trasformare la stanchezza in gioia comunitaria.
«Siate consapevoli e fieri della vostra appartenenza alla Chiesa; prendete tempo per il deserto, lasciatevi accendere dal fuoco dello Spirito e offrite la vostra disponibilità, anche nella fragilità.»
Questa esortazione si traduce nell'invito a coltivare la fiducia, la benevolenza e lo sguardo del Signore. Guardare ogni uomo e ogni donna come li guarda il Padre — anche quando appaiono distanti o difficili da comprendere — permette di fondare la gioia cristiana non sui risultati numerici o sul successo umano, ma sulla confidenza nel Signore, coltivata nella preghiera quotidiana all'interno di una chiesa decanale in cui si deve imparare, insieme, a lavorare e a stare.
L'appello alle istituzioni civili: adulti capaci di futuro
Un passaggio cruciale di questi primi giorni è stato l’incontro con i Sindaci della Valceresio. Davanti ai primi cittadini, l’Arcivescovo ha posto al centro del suo intervento la parola "fiducia". Una fiducia realistica, non ingenua, intesa come l'atteggiamento fondamentale che il mondo adulto deve assumere per affrontare il disagio giovanile e le complesse fragilità di una terra di confine.
Delpini ha rivolto un invito forte e originale: essere «adulti contenti di essere adulti», capaci di trasmettere speranza, di fidarsi della vita e dei giovani. Ha esortato a costruire alleanze concrete e stabili tra il Comune, la scuola, le forze dell'ordine e la Chiesa. La fiducia, secondo l'Arcivescovo, è il vero motore che tiene in piedi la "casa comune" nonostante le crepe evidenti della società contemporanea, rendendo possibile un rapporto costruttivo, virtuoso e costante tra le istituzioni civili e la comunità cristiana della valle.
Particolarmente toccante è stato l'incontro con le catechiste della Valceresio. L’Arcivescovo ha usato per loro parole di profonda gratitudine e ammirazione, definendole esplicitamente un «miracolo evidente».
Il termine "miracolo" riassume il grazie della Chiesa per la resistenza, la pazienza e la fedeltà di tante donne e uomini che, nonostante la fatica, la carenza di collaboratori e i ritmi spesso frenetici delle famiglie moderne, continuano a seminare il Vangelo, gli affetti e la speranza nei cuori dei più piccoli.
Monsignor Delpini ha tenuto a precisare che questo miracolo non consiste in opere straordinarie o prodigi eclatanti, ma nella straordinaria testimonianza quotidiana di chi pronuncia le parole di Gesù con ammirabile costanza. È la bellezza di una fedeltà feriale che trasforma la catechesi da semplice lezione nozionistica a incontro vivo e autentico con il Signore.
La Visita Pastorale in Valceresio è solo all'inizio, ma i primi passi hanno già tracciato la strada: una Chiesa aperta, unita, capace di abitare la fragilità con il sorriso della speranza e la forza dello Spirito.